mercoledì 15 luglio 2009

Una giornata tipo - Capitolo II: dalle 13 alle 18:30

Allora, dov'eravamo... mi sembra che stavamo pranzando... Sì infatti, Joseba taglia la cipolla, butta la pasta, eccetera...
Bene. Mentre mangiamo, alle 13:10 circa arriva Sarah (che qui scriverò con l'acca, l'altra volta me la sono dimenticata e si è offesa parecchio). Arriva Sarah e inizia a tagliare le melanzane. E' così: Amanda mangia solo sardine, Sarah mangia solo melanzane. Il motivo è che Federica - che vive in camera con lei e che per questo chiamiamo anche Federica di Sarah (ma c'è da dire che anche Sarah la chiamiamo Sarah di Federica e Federica a volte la pronunciamo Federicah perchè è toscana) - dicevo il motivo è che Federica ha fatto la spesa al Guinness dei Primati, è tornata a casa con una melanzana da 7 kili e mezzo per cui da un mese vanno avanti con quella.

Il nostro menu invece è molto vario: pasta con tonno - sempre un grande classico -, pasta con tonno e salsa di pomodoro, pasta con wurstel e cipolla, pasta con pomodori freschi e tonno, pasta con tonno e cipolla, tonno con pasta, pizza surgelata del Pingo Doce, tortillas spagnole con patate e cipolla, tacos, e a volte quando vogliamo fare i salutisti ci mettiamo anche un po' di maionese.

Alle 13:30 circa facciamo il caffè - abbiamo solo una caffettiera gigante da 6 persone, molto pratica - e alle 14:00 io esco per tornare al lavoro in ritardo.
Vi avevo accennato che al pomeriggio il lavoro portoghese è un'altra storia e infatti è così. Cioè, almeno nel mio ufficio. Poi questa settimana non c'è il grafico e quindi fiesta!

Per esempio, in questo momento preciso la scena è questa: uno dei montatori video è sconfinato nel nostro ufficio e sta facendo foto col flash a tradimento in faccia alla produttrice. L'altra tecnica del video è seduta sul tavolo e ascolta David Fonseca da due ore. Davanti a lei c'è il tecnico del suono che sta facendo dei buchi in un foglio con una penna, sembra autistico. Ogni tanto arrivano i direttori e qualcuno abbassa un po' la musica. Due minuti fa è entrata la scrittrice e mi ha detto che da lunedì a giovedì andiamo tutti in Algarve per lavoro. E si è raccomandata di portare il costume.
Scene da pomeriggi di settimane passate: il grafico tira fuori le mutande (pulite, NDR) dalla borsa della piscina e obbliga la giornalista ad annusarle quando lei chiaramente si rifiuta e urla, poi il grafico mi chiede cosa ne penso; guerra di gomme da cancellare fra gli scompartimenti del nostro ufficio; pausa in diretta: il ragazzo della produttrice l'ha chiamata tre volte oggi ma lei non vuole rispondere. Adesso ha risposto... ci sta litigando... ecco... butta giù. Tutti ne parleranno fino alle 18:30.

Potrei continuare per ore, vi giuro.

Ma sono l'unico che lavora. Al mio blog, come avrete notato.

Adesso vi saluto perchè i tre tecnici hanno finito di cazzeggiare e stanno cantando il Rigoletto ("la zonna è bobbile... tudo contento") e vogliono sapere le parole giuste...

Sempre Vostro,
Guss.

martedì 14 luglio 2009

Bei momenti


Nella vita di ogni uomo ci sono delle cose da evitare se possibile. Una di queste è fare una gita in macchina con un gruppo di donne. Un'altra, ma più dolorosa, è fare una gita in macchina con un gruppo di donne e non guidare. La terza è andare a Porto per il weekend con un gruppo di architetti molto appassionati, e tu non sei architetto.

Lo scorso weekend sono stato in gita a Porto, in macchina, con un gruppo di donne architette. E non guidavo.

Ma prima di raccontarvi questa esperienza straziante devo ringraziare di cuore i comici Valeriani-Fanti-Barducci che stanno animando piacevolmente il mio blog. Ho un messaggio privato per Gianni, che vi pregherei di non leggere se non siete Gianni: ce la fai a non inviare tutti i messaggi due volte santo cielo? Lo so che con quelle dita non è facile ma Andrea ce la fa... prova a usare il mignolo quando digiti. Grazie.

Torniamo alle cose drammatiche.
Sarò breve perchè ripercorrere certi momenti non è facile. Qui ricorderò soltanto la visita ai parcheggi sotterranei - e sottolineo parcheggi sotterranei - della Casa della Musica di Rem Koolhaas e la gita alle scale di cemento delle case popolari di Alvaro Siza (le foto le ha fatte Sara ma non le metterò sul blog perchè sto cercando di mantenere un certo decoro) dicevo le scale di cemento che per un caso fortuito ho evitato perchè ero tornato in albergo a chiaccherare col portiere. Della Casa do Chà - sempre di Siza - abbiamo visto il retro e un po' dell'interno spiando dai vetri perchè era chiusa. Bei momenti. Purtroppo non c'è stato tempo sufficiente per visitare la casa natale di un'amica di Eduardo Souto de Moura, la strada dove una volta Souto chiese una sigaretta a uno che passava e la casa natale di quel tipo che passava.

Ora vi lascio perchè sono distrutto dal dolore.
Vado a piangere in camera per la seconda volta da quando sono a Lisbona.

Sempre vostro,
Guss

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