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giovedì 27 maggio 2010

A titolo indicativo.

Premetto: non entro nel merito della questione, se no sclero. Primo. E secondo, non ne esco più. Allora, in linea di massima sappiamo tutti che in Italia - sottolineo in linea di massima - ci sono sempre state due scuole di pensiero per quanto riguarda la cottura della trippa. C’è chi preferisce soffriggerla direttamente e poi c’è una minoranza - nutrita, ma comunque una minoranza - che prima la fa sbollentare un po’ in acqua. Ora, non voglio sollevare polemiche perciò mi limito a dire che soffriggerla direttamente mi sembra proprio una gran cazzata, scusate, e non è per fare del qualunquismo, però un po’ va sbollentata se no rimane mezza cruda. Non tanto, ma un minimo sì. 

Diciamo venti minuti, a titolo indicativo.

domenica 23 maggio 2010

Fine settimana basco: resoconto essenziale.


Venerdì

Partenza da Ciampino. Clima di grande attesa perché forse la Roma vincerà il campionato. Sudoku, sudoku, sudoku, promozioni Ryanair, sudoku, promozioni Ryanair, promozioni Ryanair, sudoku, atterraggio a Santander. Viaggio in macchina con Joseba, arrivo a Bilbao, birra, insalata russa e bistecche a casa di Xabier, passeggiata nel pomeriggio, birra, birra, birra, incontro con gli altri, birra, birra, birra, capatina nel quartiere vecchio, birra, birra, Guggenheim da fuori, birra, birra, birra, birra, birra, birra, birra, birra, birra, mangiare qualcosa, birra, birra, birra, birra, birra, birra, birra, birra, birra, birra, arriva Llanos con i suoi amici, birra, birra, birra, birra, birra, discoteca.


Ballare, ballare, birra, ballare, canzoni della Carrà in spagnolo, birra, ballare, Explota explota, me explo’, explota explota mi corazòn, birra, birra, birra, ballare, birra, casa di Xabier, dormire.

Sabato

Sveglia. Gita a San Sebastian: non prendiamo l’ombrello perché Xabier ha detto che tanto non piove, colazione, incontro con gli altri sotto casa di Xabier, partenza, arrivo a San Sebastian: pioggia, pioggia, pioggia, pioggia, pioggia, pioggia, vento, pioggia, vento, pioggia, vento, pioggia,


pioggia, pioggia, un minuto senza pioggia, pioggia, pioggia, pioggia, pioggia, pioggia, pioggia, pioggia, un minuto senza pioggia, pioggia, vento, pioggia, vento, pioggia, freddo cane, vento, freddo cane, pioggia, pioggia, pioggia, pioggia, pioggia, pioggia, ritorno a Bilbao. Insulti a Xabier. Ingresso al Guggenheim,


Guggenheim, Guggenheim, Guggenheim, Guggenheim, ponte di Calatrava, ponte pendente di Vizcaya a Portugalete, tramonto al bar sulla scogliera, birra, birra, birra, birra, birra, birra, patatine fritte con ketchup, birra, patatine fritte con maionese, ritorno a Bilbao, cena con hamburger giganti, birra, birra, birra, pub vicino a casa di Joseba, birra, birra, birra, casa di Xabier, dormire.

Domenica

Sveglia. Colazione, partenza da aeroporto di Santander previo controllo antiterrorismo alla macchina di Joseba con targa basca,


sudoku, sudoku, promozioni Ryanair, promozioni Ryanair, promozioni Ryanair, sudoku, promozioni Ryanair, sudoku, arrivo a Ciampino. Grande delusione della tifoseria romanista.

giovedì 6 maggio 2010

Milano Marittima, tredici anni fa.


Martedì nero: torno dal lavoro e sono spaccato, raccolgo i panni dallo stendino. Lunedì notte non ho dormito per la puttana della zanzara che se mi dimentico di accendere quel coso che ho preso dai cinesi (si chiama elettroemanatore) esce da qualche fessura dietro l’armadio e inizia a volare a altezza faccia per tutta la notte ma senza beccarmi. Gran seccatura. Accendo la tv sul telegiornale, stendo i panni sul letto, li piego, le magliette, i calzini di qua, la felpa di là - ha ancora quella macchia d’unto, porca miseria. Al tg intanto parlano di Storace, aspetto con ansia che arrivi la pubblicità. Sono spaccato, mi appoggio al letto e gli occhi si chiudono così in fretta che non ho neanche il tempo di pensare che mi sto addormentando cazzo, non ho cenato e sono le otto di sera. La voce del tg si fa sempre più lontana… La casa di Scajola pagata a sua insaputa, i cani abbandonati, le mete più frequentate nel weekend degli italiani, madre uccide i figli gettandoli dalla finestra della casa di Storace, Scajola abbandona i cani, fate l’amore con il sapore… ah meno male, è arrivata, Dio ti ringrazio: è arrivata la pubblicità. Peccato che sono in trans ormai, le parole non le sento neanche più, mi arrivano i jingles: chi pulisce più di Chante Clair? A parte gli scherzi, seriamente. Chi?? Esclusa la mia portinaia filippina, dico. Chante Clair mi è entrato in testa così tanto che alla mattina per farmelo passare devo cantare i jingles della Crai e dei mobili Aiazzone. 

Con la testa sul mio cuscino di lattice, ormai, entro in un’altra dimensione. In tv stanno parlando di me. Nel giro di 5 minuti evito un pianoforte che cade dal quinto piano, faccio l’amore con il sapore, arrivo all’acquario e racconto al delfino Ulisse tutti i cazzi miei e che deve stare tranquillo perchè tanto sto via solo una settimana, compro un fucile e stermino la bambina felice del Mulino Bianco e la sua famiglia di razza ariana e poi faccio esplodere la dinamite e Belen Rodriguez. 

A questo punto, come direbbe Lucarelli, succede quello che succederebbe solo in un romanzo di cent’anni fa, ma non un giallo e nemmeno un poliziesco. Sarebbe un romanzo di Proust.

Sono disteso sul letto, ci sono un po’ di mutande piegate, i miei calzini a righe ammucchiati e la felpa. Parte una canzone, dalla tv… o dalla finestra del vicino, che ne so… tanto ormai sto dormendo. A un certo punto questa canzone fa: “Guarda come son tranquilla io, anche se attraverso il bosco, con l'aiuto del buon Dio”

Oddio!

Mi sveglio di colpo. L’avrò sentita mille volte ma questa volta, per qualche ragione oscura, in un secondo mi tornano in mente quattro mesi tutti insieme, di tredici anni fa, di un’estate surreale, di una cucina piena di topi, di cocaina, due bambocci di quindici anni e una cuoca slovena con un braccio smisuratamente più grande dell’altro, un mangianastri con una casetta sola. Sempre quella, per quattro mesi, di Lucio Dalla. 

Ma questa storia è proprio troppo lunga, e sono le due. 
Meglio se accendo l’elettroemanatore. 

Bonne nuit. 
Guss