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lunedì 7 giugno 2010

Lettera aperta al mio istruttore di nuoto.


Gentile istruttore,
le scrivo a nome dei ragazzi della quarta corsia. A nome di tutti, meno l’ex pallanuotista. Non so se l’ha notato ma da qualche tempo, durante l’allenamento, succede questo: con il passare dei minuti, e degli esercizi, noi parliamo sempre meno. Però la guardiamo con occhi che esprimono un odio via via crescente. Per toglierle eventuali dubbi le dico subito che l’odio è l’unico sentimento che proviamo nei suoi confronti.

Un odio che è nato spontaneamente quando abbiamo iniziato con le serie da 32 vasche in velocità, da 16 vasche esercizi misti a delfino, da 8+8+16+8+8 in velocità con pausa di dieci secondi se ve la meritate – occorrenza, questa, che purtroppo non si è mai verificata: noi non ci meritiamo un cazzo. Perché siamo delle pippe gigantesche - a parte il pallanuotista. Lui spacca.

Un odio incontenibile, che poi è cresciuto con il passare dei mesi quando si è accanito sulla nostra corsia e ha iniziato con gli esercizi a piedi legati. Sa che abbiamo i crampi alle gambe ma non glielo diciamo e soffriamo in silenzio? Lo sa? E sa perché? Perché se lo scoprisse, ci farebbe fare esercizi solo gambe con la tavoletta. E forse con le mani legate. E sa perché? Perché lei è sadico.

Da un paio di settimane nello spogliatoio girano voci strane e inquietanti. Si mormora che da luglio, dopo mesi di sofferenze a delfino, inizieremo con la sperimentazione su alcuni nuovi stili di sua invenzione: c’è chi dice tricheco, chi dice stella marina, astice, e i più allarmisti dicono polipo e orca assassina.

Un odio, dicevo, che è esploso quando ha prolungato la durata dell’allenamento di dieci minuti, con decisione arbitraria e inappellabile, solo per la quarta corsia, solo per la nostra fascia oraria, fino alla chiusura della struttura, in agosto. Non credo neanche che sia legale.

Gentile istruttore, a nome di tutta la quarta corsia volevo farle notare che c’è qualcuno di noi che eventualmente sta anche pensando di non partecipare a Londra 2012. Quasi tutti durante il giorno lavoriamo. E in due hanno famiglia.

Grazie per la comprensione.

La odiamo,
I ragazzi della quarta corsia.

mercoledì 2 giugno 2010

A sua insaputa.


Mi immagino che le cose siano andate più o meno così.

Coreografo: “Stevie, scusa.”
Stevie: “Sì, che c’è?”
Coreografo: “Senti, Stevie, stavo pensando… Mi sembra un po’ squallido se canti da solo in mezzo a quel palco vuoto…”
Stevie: “Mah, non saprei… di solito canto solo. Non ti sembra che abbia una voce discreta?”
Coreografo: “ Sì sì… no… per carità… era giusto per… pensavo… anche per i telespettatori, dico… magari qualche ballerina qua e là, mentre canti…
Stevie: “ No, non se ne parla. Sai che non mi piace avere delle ballerine intorno.”
Coreografo: “Dai Stevie, fammi un favore, solo per questa volta… me lo chiedono anche in regia.
Stevie: “Ma sono brave almeno?”
Coreografo: “Brave?! Hai voglia, sono le migliori. È da una settimana che provano “For once in my life”, sarà un’esibizione memorabile.”
Stevie: “E va bene, allora. Solo per questa volta però.”
Coreografo: “Grazie Stevie, sei un amico. È un peccato che tu non possa vederle.”